Una volta che il TCF è operativo e attestabile, entra in gioco un secondo livello: la certificazione.

Nel contesto dell’adempimento collaborativo, la certificazione prevista dal DM 12 novembre 2024 n. 212 introduce un passaggio ulteriore: l’interazione con un professionista abilitato che valuta il sistema nel suo complesso.

Qui il livello si alza.

Non si valuta solo l’esecuzione dei controlli.

Si valuta la maturità del modello.

Attestazione e certificazione: due piani distinti

È fondamentale distinguere:

Attestazione dell’efficacia operativa

Dimostra che i controlli hanno funzionato nel periodo.

Certificazione del TCF

Valuta l’adeguatezza del sistema nel suo complesso, inclusi governance, metodologia e funzionamento.

Confondere i due piani porta a errori strategici.

La certificazione non si improvvisa a valle.

Le tre dimensioni analizzate dal certificatore

Un certificatore normalmente valuta tre macro-aree.

1. Governance del sistema

  1. politica fiscale formalizzata
  2. ruoli e responsabilità definiti
  3. coinvolgimento del management
  4. flussi di reporting strutturati

La governance è il primo indicatore di maturità.

2. Struttura del sistema di controllo

  1. completezza della RCM
  2. metodologia di risk assessment
  3. identificazione dei controlli chiave
  4. integrazione con i processi aziendali

Un TCF scollegato dai processi reali è solo teoria.

3. Evidenza del funzionamento

È la parte più critica.

Il certificatore analizza:

  1. esecuzione dei controlli
  2. evidenze archiviate
  3. risultati ToE
  4. gestione delle remediation
  5. audit trail del sistema

Qui emerge la differenza tra sistema documentale e sistema operativo.

Il Certification Pack: approccio strutturato

Le aziende più mature non improvvisano.

Predispongono un Certification Pack organizzato in quattro blocchi:

1️⃣ Documenti di governance

  1. tax strategy
  2. policy TCF
  3. organigramma e ruoli

2️⃣ Documentazione metodologica

  1. metodologia di risk assessment
  2. RCM aggiornata
  3. manuale del TCF

3️⃣ Evidenze operative

  1. campioni di controlli
  2. risultati ToE
  3. remediation tracciate

4️⃣ Reporting di sistema

  1. dashboard KPI
  2. reporting al management
  3. sintesi stato controlli

Un pack strutturato riduce l’impatto sull’operatività e rafforza la credibilità verso il certificatore.

La differenza tra compliance e maturità

Nel 2026 la vera differenza competitiva non è essere compliant.

È dimostrare maturità di sistema.

Un TCF digitale consente:

  1. tracciabilità nativa
  2. coerenza metodologica
  3. evidenze standardizzate
  4. reporting consolidato
  5. disponibilità immediata di export certificazione

eDIMI® è stato progettato con questa logica: integra governance, RCM, evidenze, test e remediation in un unico ambiente controllato.

Non è uno strumento di archiviazione.

È un’infrastruttura di controllo.

Posizionarsi come interlocutore credibile

Per un CFO o un Tax Director, la certificazione non è un adempimento formale.

È un segnale al mercato e all’Amministrazione finanziaria.

Dimostrare che il sistema è:

  1. strutturato
  2. tracciabile
  3. monitorato
  4. digitalizzato

significa ridurre rischio, frizione operativa e incertezza interpretativa.

È qui che un partner tecnologico fa la differenza.

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